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Davanti a Silvio anche uno spiraglio grammaticale.

10 Agosto 2010 alle 11:30

In questi giorni un titolo di un quotidiano pronostica per il premier “l’autunno più difficile”. Nel testo l’autore non specifica un granché e, a proposito delle difficoltà autunnali, si limita ad affermare che bisogna “lasciar passare l’agosto” e che “a settembre se ne riparlerà”. Quindi il superlativo, già di per sé relativo, che accenna a difficoltà che potrebbero portare alla scomparsa di Silvio Berlusconi dall’agone politico, perde molta della sua pregnanza e potrebbe addirittura rivelarsi un più praticabile comparativo di maggioranza, nel senso che l’autunno prossimo sarà probabilmente più difficile di tanti che il Cav. ha superato, ma niente di più.. E in quanto a “maggioranza”, se paragonare il distacco dal gruppo di prima della caduta all’attuale stato di cose è più che legittimo, non sembra che siamo al punto di non poter più parlare di maggioranza del governo in Parlamento, come si sconsiglia di parlare di corda in casa di chi s’è lasciato penzolare da una trave. Tanto più che, a parte i misteri intorno al patrimonio immobiliare di AN e le divisioni che già sembrano manifestarsi nel drappello dei finiani, c’è ancora una strada per evitare la tagliola delle elezioni con annessa revisione della legge elettorale, quella delle più spudorate concessioni a Casini, che ha anche qualche motivo di risentimento nei confronti di Fini. Ci vuole un po’ di coraggio, una certo lavoro e uno spreco di fantasia, ma coraggio, lavoro e fantasia sono proprio le doti del Presidente del Consiglio che non avrebbe che da metterle in pratica una volta di più.

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