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Valanga produttività

9 Agosto 2010 alle 15:00

Nell’orgia di notizie politichesi dell’ultima settimana è passata quasi senza lasciar traccia la notizia che il nostro Paese ha perso produttività. La capacità di migliorare la produttività rende un Paese sicuro all’interno dell’economia globale: garantisce un futuro ai suoi figli. La produttività di un Paese deriva dalle capacità imprenditoriali dei vari operatori economici e dalla lungimiranza sindacale nell’ottenere accordi che rendano positive le prospettive per i lavoratori. Il tutto in una realtà economica gestita pragmaticamente da chi governa. Scarsa produttività significa scarsa innovazione, significa poco valore aggiunto ai propri prodotti, significa competere a forza di braccia e non di cervello, competere a forza di braccia in un mondo dove miliardi di affamati hanno senz’altro le braccia più robuste di quelle dei nostri “bamboccioni”. Mi piacerebbe saper cosa hanno da dire Emma Marcegaglia e i tre leader dei principali sindacati, in fin dei conti sono loro che operano e perciò che hanno la diretta responsabilità di questa situazione: invece sanno solo e sempre lamentarsi che qualcun altro non faccia il necessario. Vorrei che i giornalisti intervistassero su questi temi chi ci governa, chi è ai vertici dell’industria e chi è a capo dei sindacati, ma sembra un argomento di scarso appeal per incrementare vendite e audience. Tanto l’Italia continua a sprofondare nell’incuranza dei cacciatori di poltrone, dei tenitori di concertazione e dei complici delle lobby. Criticare tutto e tutti è facile, è disfattismo ma a me sembra semplicemente di prendere atto della nostra realtà politica ed economica.

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