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Gli intellettuali organici

7 Agosto 2010 alle 10:37

A tutti è noto l'aforisma di Goering sulla cultura e gli intellettuali; è scandaloso ma non impertinente. L'intellettuale è un inattuale, la poesia e la prassi sono ambiti asintotici, gli intellettuali classici odiavano il popolo e si tenevano lontani da esso, quelli gramsciani lo odiano allo stesso modo, ma per impotenza creativa si sforzano di essergli organici, guide etc. Per divenirlo hanno bisogno di un partito ma personalmente non hanno seguito, il popolo istintivamente giudica e conosce chi è della sua razza, non a caso premia alle elezioni Bossi e Berlusconi, li sente come organi del suo corpo, gli altri, gli intellettuali, hanno bisogno della visibilità mediatica. Perciò insistono sul conflitto di interessi e sulla par condicio. A riprova sta il fatto che due intellettuali acuti e dialettici come Ferrara e Sgarbi restano attraenti nel loro ambito, ma se si presentano alle elezioni sono sullo zerovirgola. E' una cosa deprimente per essi, ma la lettura di Machiavelli avrebbe dovuto loro insegnare quanto sono lontane le cose dalla loro immaginazione. Bossi e Berlusconi conoscono il clima delle osterie e degli stadi, non hanno frequentato le accademie e sono tra loro intercomunicanti. si tirano la volata, l'uno succederà all'altro, come naturale conseguenza democratica; Tremonti è l'anello del re Salomone di tale continuità naturale della politica .

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