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Tra l'altro

6 Agosto 2010 alle 13:30

La situazione attuale è figlia di molti padri tra cui i regolamenti parlamentari, quelli nativi e le successive variazioni, che hanno sempre accettato, strizzato l'occhio e anche facilitato la frammentazione, l'uscita dalla casa madre e la divisione dei partiti, ritenendole in linea con i valori massimi della democrazia nell'ambito del Parlamento. La libertà dal vincolo di mandato, di per sé giusta, ha partorito un uso spregiudicato della stessa, perché non legata ad una responsabilizzazione concreta dell'atto. Come ritenere congruo alla governabilità, cioè alla stabilità politica necessaria per l'attuazione del programma di governo, il comportamento, di uno o più parlamentari, che in nome della libertà di dissentire dalle linee del partito col quale sono stati eletti, nei fatti la rendono precaria o impossibile? La voce della verità spiega che la governabilità è l'ultimo pensiero dei dissidenti, essendo il primo quello di azzopparla. I loro disegni e le loro manovre, infiocchettate sempre coi valori dei massimi sistemi e con tiritere intellettualoidi sono lotte tribali per il controllo del territorio. E' questo il contesto in cui, come scrive Battista, nasce il governo "di volta in volta", espressione del più becero, antidemocratico assemblearismo. Altro che sovranità del Parlamento! E' importante farci soci della "Accademia degli Apoti".

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