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Il Cav è tornato!

6 Agosto 2010 alle 20:00

Che lo strappo sia stato un errore numerico, è pacifico; che sia un errore politico, lo diranno gli sviluppi. Intanto, a voler considerare il bicchiere mezzo pieno, può determinare un rimbalzo dei consensi: il Cav si sarà pure accorto che il suo popolo meno fanatico, già paziente nel sopportare l’eterna polemica con la magistratura, non “lo reggeva” più che lui passasse il tempo pure a litigare con Fini, anziché a promuovere concretamente le mitiche riforme. Ora il “fattaccio” compiuto ce lo restituisce come piace a noi, libero da impacci polemici, capace di fare scelte, e all’offensiva. Per converso, occorre davvero tanto ottimismo per credere che, fosse stata accettata l’offerta di “reset” avanzata in articulo mortis, la dissidenza giornaliera non sarebbe poi ripresa coi soliti argomenti, forse appositamente impossibili da transare perché estranei o in contrasto col programma elettorale (vedi le posizioni su garantismo, immigrazione, federalismo). Nella nuova situazione, vorranno i futuristi riproporre la guerriglia, quando il prezzo è la caduta del governo? Per altro, a fronte di altri tre anni da anatra zoppa come l’ultimo, non è preferibile tornare al voto? Un’ipotesi sovranamente atta a individuare chi è il colpevole di sabotare la stabilità, come scrive l’Elefantino, “per calcoli personali o per ritorsione” e “di non aver onorato l’impegno assunto con tutti”. Lo strappo ha fatto pulizia, il voto farà chiarezza.

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