cerca

Maggioranze aleatorie

5 Agosto 2010 alle 10:30

E quale pollaio potrebbe credersi un harem personale avendo al suo interno più di un gallo della Checca? Due tombeurs de femmes nello stesso pollaio? Una scommessa a perdere. Naturalmente il gioco è riferibile alla nostra situazione parlamentare, dove il premier Berlusconi è stato contestato dal nostromo Fini, nocchiero della filibusta sin dai tempi d’Almirante, abile e scaltro comandante del vascello MSI. Contestato da quel mondo “democratico e antifascista”che s’impadronì del potere dopo il 25 luglio del 43, il MSI, e il giovane virgulto almirantiano (dal 1977), crebbero schiacciati dagli insulti dell’apparato e mai sarebbero usciti dal “buio delle fogne” se il Cavaliere, bisognoso di truppe nella sua discesa in campo contro la “Gioiosa macchina da Guerra” di Achille Occhetto, non l’avesse “sdoganati” offrendo loro un cursus honorum di marca democratica, nobiltà e cittadinanza. Il patto fu consacrato con l’altro trovatello della democrazia italiana, Casini, l’orfano nobilissimo di Forlani messo in prigione dalle “Mani Pulite” del Di Pietro. Sedici anni di peripezie (sino ad oggi), pagine gloriose della nostra democrazia. Il Gianfranco Fini, da piccolo eroe di casa nostra, alla ribalta mondiale che dalla piazza di Gerusalemme, ministro degli Esteri della Repubblica Italiana, con la kippà in testa al “Muro del Pianto”, scopre le leggi razziali di Mussolini come il male assoluto del nostro ventennio fascista. Nel ventennio d’apprendistato alla scuola almirantiana, non se ne era mai reso conto: una fulminazione alla Saul sulla strada di Damasco (o pressappoco). I segni dell’apostasia c’erano già tutti, Casini si fa da parte sperando di assurgere a ruoli più decisivi, abbandona la coalizione berlusconiana ed è un flop il suo azzardo. Ma c’è un proverbio napoletano che consola le ambizioni fallite: “Meglio essere capa ‘e saraca ca cora ‘e cefare”... (CONTINUA)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi