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L'Olanda come esempio di decadenza dell'Europa.

5 Agosto 2010 alle 11:00

In Olanda si apre l’ipotesi di un governo di minoranza di destra appoggiato all’esterno dal partito anti-islàm, che alle ultime elezioni è passato da 9 a 24 seggi (su 150 totali). È bene ricordare che l’Olanda ha una vocazione multiculturale secolare, retaggio dei trascorsi coloniali e di un’azione lungimirante della politica che ha realizzato quello ritenuto ad oggi un modello positivo di integrazione, fondato su un’ottima legislazione sulla libertà religiosa per regolare i rapporti Stato-Chiesa, salvaguardando la laicità dello Stato, ponendo i principi costituzionali e le leggi come limiti invalicabili per le confessioni e permettendo una gestione flessibile in ambito lavorativo e scolastico delle esigenze dei fedeli, in particolare in occasione delle festività. Se la tanto avanzata Olanda oggi si deve piegare all’antislamismo per riuscire a costruire un governo, cosa ci si può aspettare da paesi culturalmente più arretrati, meno avvezzi a confrontarsi ed integrarsi con le diversità, o da politiche che alimentano le paure della gente per polarizzare il voto e distrarre gli elettori dai temi più importanti? L’impero romano, all’apice dell’espansione (I aC, II dC), era ben lieto di integrare popolazioni “esterne”, ma divenne xenofobo nella fase della sua decadenza. Stessa cosa (in luoghi e momenti diversi) per l’espansione dell’islàm e l’ascesa/declino delle diverse dinastie. I rigurgiti xenofobi che da tempo periodicamente emergono in giro per Europa, ed ora questo caso olandese, sono a mio avviso un sintomo della decadenza (intellettuale anzitutto) del nostro continente.

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