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In politica, meno personalismi e più riforme

4 Agosto 2010 alle 14:00

Con le prime politiche di G. Fini, ero rimasto come affascinato dal suo ricorrente slogan della "onestà intellettuale", con il quale faceva presa rapida sulle masse elettorali...da qualche tempo, però, pur nel suo continuo essere presente nella politica attiva (anche, anomalmente, come Presidente della Camera) e ad essere al centro di continui "bisticci" che lo contrappongono al Presidente del Consiglio...si è persa la memoria di questo etico slogan che tutta la politica dovrebbe seguire e rispettare. Queste dannose beghe personali continuano a rimandare la soluzione dei tanti problemi che gravano sull'Italia, dando di tutti i litiganti una deleteria impressione.La CEI, inoltre sembra cogliere nel segno quando sostiene che mancano le classi dirigenti (e vadano pure a dimezzarsi anche i Parlamentari). Gli elettori, così, continueranno a diminuire, con grave rischio di credibilità per la nostra "civiltà e democrazia". Dopo aver "sfasciato" a destra, con le varie rotture, Fini, riesce così a spaccare anche questa maggioranza di centro (...che diamine, anche un minimo di ideologia !!)...e dopo Rutelli, anche l'ex partner di S. Berlusconi va a sommarsi ed a ricomporre la vecchia e frantumata galassia partitica (Grillo compreso). Che delusione, che noia !!!

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