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Se il lutto diventa un mestiere

27 Luglio 2010 alle 16:06

Repubblica oggi si indigna (lo fa tutti i giorni, Giannini e Mauro sono pagati a cottimo) perchè la Messa celebrata da monsignor Molinari per l'anniversario celestiniano non è stata una litania sul terremoto, che in effetti non c'entrava. Dunque, secondo i moralisti in servizio permanente, L'Aquila ormai trae il senso della propria esistenza da ciò che l'ha distrutta? Il resto non esiste autonomamente? E allora perchè scandalizzarsi se Berlusconi avesse veramente detto ciò che riferisce il sindaco Cialente (non nuovo peraltro ad "interpretazioni" delle parole altrui) sulla inutilità di puntare sull'Università per la rinascita? E' evidente che una città che si commemora ogni giorno, non per pietas ma per dovere civico - una specie di alzabandiera - esercita un'attrattiva di vita e di studio per una giovane matricola uguale a zero.

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