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Il meriggio degli idoli

26 Luglio 2010 alle 17:18

Lo stratagemma dei tempi d'apostasia è mascherare il paganesimo risorgente sotto la specie dell'evento artistico: una volta si chiamavano Baccanales, oggi li chiamano Loveparade e raves; una volta si chiamavano sacrifici agli déi ctoni, oggi li chiamano -per eufemismo- "incidenti" o "tragedie". L'alcol serve in tali riti orgiastici come anestetico pre-olocaustico: con i sensi ottusi la folla si dirige allegramente al macello e non lo sospetta neppure. Secondo i filosofi dovremmo essere in pieno crepuscolo degli idoli e invece ci ritroviamo ancora immobili nel loro meriggio, cui guardacaso sempre s’accompagna una persecuzione anticristiana. Ci vorrebbe un nuovo Marco Porcio Catone o un nuovo Teodosio Magno per spazzare via questi culti nefasti dalla faccia dell'Europa e ristabilire così la pace civile. Purtroppo il titolo di Defensor pacis non sembra attrarre oggi molti candidati, piuttosto è spesso incautamente attribuito a ogni sorta di millantatore, falso profeta o meteora politicante.

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