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I consigli accademici

23 Luglio 2010 alle 14:30

Siamo ai materassi? Oppure alla sempiterna tragicommedia all’italiana? Ho letto i consigli accademici di Massimo Bordin, di Ernesto Galli Della Loggia, di Alberto Abruzzese, di Francesco Giavazzi, di Aldo Grasso, di Claudia Mancina, di Luca Ricolfi e di Cristian Rocca. A parte gli interessi professionali e specifici dei singoli, che si riflettono sui “consigli” che ciascuno propone, passando alla fattibilità probabile, quello più politicamente importante e pesante e decisivo, è avanzato da Massimo Bordin. Prendendo il via dalle due promesse storiche: riforma della giustizia e riduzione delle tasse, sprona:"Ne porti a termine almeno una". La riforma del fisco coinvolgerebbe molti milioni di persone e d'interessi trasversali; difficile comporre il quadro in tre anni, considerando anche la necessità di un bilancio da tenere in ordine. Resta la riforma della giustizia. I soggetti direttamente interessati non arrivano a diecimila. Se aggiungiamo l’indotto, stampa e fiancheggiatori vari non si superano le centomila persone. Non ci sono problemi per il pubblico erario, anzi qualche vantaggio. Allora? Viene attuale il motto: Le azioni si pesano, non si contano. La funzione giudiziaria s’è trasformata in “potere”, quella legislativa ed esecutiva, funzioni sono rimaste. Lo scontro è reso improprio da questa realtà. Berlusconi dovrebbe riuscire a far capire, evitando di trasmettere sensazioni revansciste, alle due funzioni, o meglio agli uomini che le rappresentano nel loro insieme, Fini compreso, che senza un’azione d’interdizione, la funzione/potere raggiungerà “il punto del non ritorno” e, a quel momento ogni recriminazione sarà inutile e patetica. Ma prima di seguire il Cav. su questa strada troppi sembrano preferire il suicidio. Ma forse stiamo recitando l’ennesima tragicommedia all’italiana, dal copione ripetitivo e immutabile nella sua stesura.

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