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Se non acqua calda, che acqua è?

22 Luglio 2010 alle 08:00

Dice Giuseppe Calderisi, parlamentare del Pdl, considerato un grande esperto di sistemi elettorali: “Non c’è da stupirsi che la magistratura e le decisioni del Csm siano regolate da meccanismi lobbistici. Non è forse così anche l’Università? Non funziona forse così la nomina dei professori ordinari? Si tratta di uno stile diffuso, pervasivo, istituzionalizzato e censurabile benché assolutamente legale. Che i membri del Csm ricevano telefonate e decine di pressioni, che si accordino con altri poteri correntizi e politici è pacifico. Lo sanno tutti. Devo dire che non si tratta di un meccanismo che mi scandalizza in sé. Assume però caratteri scandalosi quando il meccanismo di potere e di pressione, tanto nella magistratura quanto in altri settori, diventa determinante anche di fronte a una palese inadeguatezza del candidato. Quando cioè la logica, il merito, l’anzianità diventano un aspetto secondario nella decisione. Penso sempre alla carriera dei giudici che perseguirono Enzo Tortora. Il Csm li promosse tutti”. © - FOGLIO QUOTIDIANO Mi stupisce questa seriosa affermazione che vuole i giudici sereni ed equanimi spartitori di poltrone e di prebende. Se non spartissero, sarebbero giudici? Ho qualche dubbio, prova ne sia che quando con Falcone non si spartì, Falcone fu trombato con grave nocumento dell'Italia tutta.

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