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L'illusione dei dati statistici.

21 Luglio 2010 alle 12:00

Stagione record per presenze...gli stranieri sono ritornati in Italia....TG5 ore 20.30 del 20 luglio. Abito a Jesolo (da sempre considerata la seconda spiaggia d'Italia) e mi guardo attorno. Il "pieno (di pendolari, non turisti) durante il fine settimana. Ombrelloni vuoti e piazze semideserte la sera. Mi domando: sono io ad avere una visione distorta della realtà oppure sono i dati statistici(e con esso la notizia) ad essere "distorti"? Non voglio naturalmente sostenere che bisognerebbe abolire le ricerche statistiche, ignorare tabelle e diagrammi. No, questo no. Ma (magari) guardarli con spirito critico, interpretarli, assolutamente sì. Ho la sensazione che il potere politico utilizzi i dati scientifici (spesso neanche tali) per legittimare la propria azione di governo. Alla lunga, però,spiace dirlo, si finisce con il confondere l’astrazione della realtà per la realtà stessa, la finzione numerica messa in atto per reale sostanza: ed un politico, anche attento e acuto non può permettersi di sbagliare nell'interpretazione delle reali condizioni del paese in cui vivono. In questa "strana" epoca postmoderna si sta allargando profondamente, quel divario fra percezione politica e percezione della realtà.I dati statistici possono essere e sono uno strumento utile. Ma, al solito, è necessario che siano sottomessi ad un analisi storica (che faciliti un giudizio oggettivamente coerente e responsabile) e all’impegno etico-politico. Che siano aumentati gli arrivi o le presenze turistiche di una località importa poco alle persone che, debbono rimanere, per così dire "in aspettatva" fino all'arrivo dei "turisti",così come la "sofferenza" di alberghi e servizi turistici annessi non preoccupa affatto gli speculatori e i finanzieri più spregiudicati.

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