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Deja vu

21 Luglio 2010 alle 21:00

Molto interessante l'analisi delle strategie industriali Fiat dopo lo spin off. Ma c'è un problema che i benefici provenienti dalla partecipazione in Chrysler non saneranno, ed è, molto banalmente, la strategia commerciale. Solo ad essa si deve il secco -20,3% (su base annua) delle vendite auto, notizia che garbatamente diremo sottaciuta dai quotidiani del salotto buono. Tutti i concorrenti seguono, con successo, una filosofia di linea, caratterizzata da un tema stilistico che si articola e si arricchisce salendo di prezzo e di segmento: vedi Peugeot: 107, 207, 407, 3008, 5008; vedi Citroen: C1 C2 C3 C5; vedi Audi, Seat, Volkswagen e compagnia bella. Fiat si ostina a tenere in produzione e a malvendere un minestrone che va dalla 500 (fantastica, ma ha quattro anni, bisogna pensare al dopo) alla Idea alla Multipla e orrori simili. Motori Air? bella idea, ma se nel frattempo cancellassero il multijet 68 cavalli che va solo in discesa sarebbe meglio. Sembra di non essersi mai mossi dai tempi della Duna, che il management dell'epoca definiva senza imbarazzo la "no-target car", con l'idea quindi di venderla a tutti mentre non riuscirono a venderla a nessuno. Il busillis è qui, e speriamo di non rivivere gli anni del "Convertendo", e di non dover rifinanziare in eterno - gratis et amore Dei - la famiglia Agnelli.

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