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Le parole alla moda: percezione

16 Luglio 2010 alle 20:00

Percezione. Nulla c’è di meno obiettivo della percezione, concetto psicologico che però ha il pregio di mettere in mostra il gap che esiste tra la realtà “reale” e quella soggettiva (personale e collettiva) appunto detta "realtà percepita". Un esempio? Il termometro segna 32 gradi. Ma non conta. Conta il percepito. Che invece è 40. Perché (per l’umidità, ci dicono, o per il vento caldo) il termometro non ha emozioni, mentre la pelle si. E il cervello crede che faccia 40: uff! E se c’è chi suda di più o di meno? Chi ha un metabolismo accelerato e chi no? Chi soffre di più il caldo e chi il freddo? Diversità che contano una mazza. I giornali, la TV e i metereologi hanno ribadito che la temperatura è 40 gradi. E allora 40 sia. Che tra l’altro fa più notizia di un banale 32 gradi. Altro esempio. La P3, la cricca, la corruzione, la nuova tangentopoli. Saranno reali, saranno fatali, saranno immorali, saranno immaginarie, sarà quel che sarà, ma ce le vendono come date per certe, cioè come facesse 40. Perché intanto è il percepito che conta, il termometro non lo guarda più nessuno e chi vivrà vedrà. Detto questo, ammetto che anche 32 gradi reali sono una bella e fastidiosa temperatura.

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