cerca

Sofri e le Carceri

15 Luglio 2010 alle 18:25

Strano paese il nostro. E’ da quando ho il dono della ragione che il carcere è oggetto d’infinite discussioni. Mai nella prima o nella cosiddetta seconda repubblica, i governi si sono occupati delle condizioni dei detenuti. Mai. Ci appassioniamo d’ogni cosa, ma non delle carceri. Eppure basterebbe costruire qualche palazzo in più, con tutti i soldi che permettiamo di sprecare! E’ una spia del grado della nostra inciviltà, perché è questo il suo nome. Fiumi d’inchiostro per le pruderie del premier, che poi sono le nostre, e impazziamo per le mutandine di qualunque femmina dello spettacolo, ma ci teniamo lontani dalle carceri. Come sempre risolviamo il problema liberando tutti, poi chissenefrega se qualche tizio, il giorno dopo ammazza la moglie. E’ una porta che non va aperta, perché disturba. Sembra che il problema sia da esorcizzare, come la malattia e la morte. Gli idolatri della costituzione non ricordano mai che il detenuto è lì, non solo per l’errore commesso, ma per essere reintegrato nella società, una volta scontato il debito. Nelle condizioni che li lasciamo odieranno il mondo, e molti si ammazzano. Tutti gli ultimi del mondo ricevono compassione, ma questi no. La saluto Sofri e la ringrazio.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi