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13 Luglio 2010 alle 16:38

- Oggi Veltroni, sul Corriere, ripete a cantilena il teorema Spatuzza, noncurante della Corte d'Appello che ha dichiarato i fatti insussistenti e con tanti saluti alla sentenze che si rispettano; - L'ordinanza del Gip di Roma così descrive, in epigrafe, i motivi di custodia cautelare di Carboni: in concorso con terze persone, costituivano organizzavano e dirigevano un'associazione per delinquere, diretta a realizzare una serie indeterminata di delitti", dove non c'è il chi, il cosa, il come nè il perchè; - Bersani (sull'Unità): "il Berlusconismo va chiuso". Da com'è detto, evidentemente, qualunque mezzo va bene. L'oscura profezia di D'Alema "a meno che non intervengano fatti che costringano la maggioranza a lasciare" si sta materializzando? Fa riflettere che per raggiungere lo scopo non si cerchino più neppure i riscontri, i fatti, a costo di inventarli. La sentenza Dell'Utri demolisce non solo un castello un fandonie ma un metodo d'indagine? Il Corriere parla di "pena lievemente ridotta", il Fatto (per mano di Travaglio, vabbè) di "sconto di pena". Si indaga ancora dell'Utri in concorso con quel Lombardi che "vantava amicizie e rapporti, molte vere altre millantate con magistrati e politici, compreso Gianni Letta" (Repubblica, senza essere colti dal dubbio che forse dell'utri Letta lo conosce benino). A me questa convergenza di segnali, di attori (somiglia sì, questa, ad una forma associativa non palese) questa contestualità fa paura; mi indigna ma soprattutto mi spaventa. Manca solo la ciliegina: "la situazione di estrema emergenza e allarme ha giustificato...." . Cosa? Temo che lo vedremo presto, e se non lo vedessimo dovremmo accendere un gran cero a San Giulio sul Colle.

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