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Il deserto dei tartari

13 Luglio 2010 alle 17:00

Continuo a non capire, o faccio finta. Il pesce puzza dalla testa. Cambiare la costituzione è la vera riforma. La maggioranza doveva fare questo, unico modo per uscire una volta per tutte da impasse d’ogni tipo. Riscrivere la costituzione legittimarla anche a livello internazionale, Bruxelles, Londra, Washington, in capo al mondo. Poi chiedere il voto del parlamento. Senza i due terzi, non passa. Bene. Fare il decreto e un anno dopo referendum. Dare battaglia veramente come ha saputo fare per conquistare province e regioni. Riscrivere l’art 11 che costringe all’ignominiosa farsa delle « missioni di pace », à la guerre comme à la guerre. Dobbiamo accontentarci di surrogati, pizzini di leggi, magari abrogabili successivamente da sentenze della consulta o del CSM perché incostituzionali. Il riequilibrio fra politica e magistratura, fondamentale quanto un governo che governi e un parlamento che legiferi senza poter fare ostruzionismo, evitando la dittatura delle minoranze. Un quadro costituzionale, che contenga il senso di uno stato che esiste. Dove Federalismo e un infinità d’altre cose come il bicameralismo perfetto e regolamenti parlamentari hanno una collocazione precisa. Tutti i governi federali hanno uno stato autorevole e non debole, garanzia indispensabile per un federalismo efficace. Perché devo leggere l’articolo uno che recita “L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro”, oltretutto approvato da Stalin, quando il lavoro è una necessità come l’aria e l’acqua ma non per questo abbiamo l’articolo due che afferma che l’aria è fondamentale? Cicerone, in uno dei suoi aforismi diceva: mi odino pure, purché mi temano. Fingo di non capire, ma Berlusconi appare più Drogo che Cesare. Passi il Rubicone una buona volta, perché la gloria è effimero dono degli Dei.

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