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Lo scandalismo dei disperati

9 Luglio 2010 alle 18:30

Assistiamo in queste ore di calura estiva alla disperazione di molti personaggi che soffrono sia il caldo afoso che lo spavento di dover lasciare le Camere (e l’aria condizionata) per il ghiribizzo democratico di quel Fini mai troppo considerato come factotum di una certo politicare. È accaduto, purtroppo, che un fuori programma sta guastando l’estate e si corre il rischio di dover ricominciare tutto daccapo. I più informati garantiscono che questa sia la democrazia, cioè quella forma di potere del popolo in cui mai nessuno è sicuro della poltrona che ha posto sotto al sedere, poltrona che improvvisamente ti viene sfilata per obbligarti ad un altro giro di “valzer”: se c’hai la forza di girarlo. Naturalmente i più agitati son quelli di sinistra, molti volti smarriti vorrebbero essere rincuorati, ma il timore si aggira astioso fra le truppe cammellate e l’oasi sembra un miraggio da “Mille e una notte”. La gran visir del sultanato piddiessino si dà le arie di chi la sa lunga e va dicendo che Berlusconi è alla canna del gas per intendere che il Cavaliere è prossimo al suo “Cinque Maggio”. Spesso i politicanti si abbandonano a questi sortilegi, per darsi coraggio e sperare nel futuro non sempre roseo con le mezze calzette. Gli anatemi più scurrili colpiscono la figura del Cavaliere e c’è più di qualcuno che stramaledice il DUOMATORE di Milano che sbagliò la mira colpendo male l’aborrito nemico. Ah, se l’avesse conciato per le feste… quanti sospiri in meno e che vacanze deliziose all’ombra del Gran Sasso. Adesso fa d’uopo che ci si concentri e il da farsi venga fatto con sagacia; un nonnulla potrebbe travolgere il sultanato e i visir, antichi e nuovi, sarebbero tutti prede dell’Occhetto in corrucciata solitudine. Un tressette col morto la partita più difficile da giocarsi.

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