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In difesa della privacy

9 Luglio 2010 alle 15:30

Lo sciopero contro il DDL sulle intercettazioni ha una vittima certa: la libertà privata come valore indisponibile. E così, in questa battaglia politico-mediatica, lo spazio sacro e inviolabile della vita individuale sarà uno di quelli che i militari chiamano “danni collaterali”, preventivato da molti, temuto da pochi, perseguito da qualcuno. Si scrive Diritto all’Informazione e si legge diritto al pettegolezzo feroce, al guardonismo alla Fantozzi, all’uso del manganello mediatico contro gli avversari. Siamo al trionfo della delazione, della soffiata, della spiata: è la fine della politica anche come sublimazione di pulsioni inconfessabili, la legittimazione culturale di chi vive sull'idea che l’odio sia il motore della storia.

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