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L'alma democratica si è librata

7 Luglio 2010 alle 13:00

MILANO - «Un grande paese democratico ha bisogno di un'informazione forte libera e autorevole e in un grande Paese democratico la libertà di stampa non è mai sufficiente»... SBALORDITIVO,GRANDIOSO, ECCIUZIUNALE (direbbe Abbatantuono), non m'ero mai accorto di quanto fosse appassionata e appassionante la cultura democratica di Fini per la libertà di stampa. Il bello è che ce ne accorgiamo tutti dopo un “Cursus honorum” trentennale: e per trent’anni si è sorbettato gli insulti più beceri dei comunisti che lo hanno sempre etichettato fascista all’acqua di Fiuggi. Immaginarsi che è cofondatore di un Partito che ha in approvazione alla Camera un D.D.L. che disciplinerà i limiti della libertà di stampa. Ma paradossale è anche la definizione di libertà oltre la libertà che un grande Paese deve coltivare per godere di una vera libertà di stampa: che ha voluto intendere? Forse che la libertà, sic et simpliciter, non è libertà? Deve essere corredata di altri aggettivi la libertà per essere una libertà degna di tal nome? “LA LIBERTÁ di stampa, per un Paese democratico, non è mai sufficiente”! Ribadisce Gianfranco Fini: quindi? Un Paese libero può anche credere di essere libero ma in realtà non lo è? A che gioco giochiamo? Siamo liberi o fingiamo ad esserlo? A mio avviso è la retorica che prende il sopravvento e Fini perde i freni inibitori e la logorrea si lascia andare a voli pindarici per magnificare la sua recentissima conversione al metodo democratico. Oddio! Cosa sempre lodevole l’approdo alla democrazia, anche se, nel caso di Gianfranco, la maturazione della sua coscienza democratica ha dovuto attraversare tutte le lande della tundra nordica e le dune infuocate del deserto sahariano. Come si dice: “Meglio tardi che mai”.

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