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Germania-Argentina: sono rimasto bambino

7 Luglio 2010 alle 08:00

Sono nato in Germania. Ho respirato la sua aria. Ho rispettato la sua Disziplin und Ordnung. Ho goduto della sua sanità e della sua istruzione. Il mio migliore amico era un tedesco tedesco, Michael, figlio del Buergermeister, assolutamente CDU. Da piccolo giocavo in una piccola squadra di calcio, "Germania-Bieber", numero 7, tiro potente, mira scadente. Poi dalla "D-Jugend" sono passato al "Kickers Offenbach" (in quel periodo la prima squadra giocava nella 2.Bundesliga). Eppure, non sono mai riuscito a tifare per la Mannschaft. Nelle mie vene scorreva sangue italiano. Quando giocavano gli azzurri sentivo nostalgia della pasta fatta in casa di mia zia e la voglia di avere il motorino a 14 anni senza casco e senza patentino. Era la voglia di libertà di un ragazzino. Sabato scorso ero con mio figlio in un locale di un paesino del Trentino per vedere Germania-Argentina. Ci siamo subito accorti di essere circondati da sostenitori della Mannschaft. Ho pensato che forse era arrivato il momento di crescere e riconciliarsi con il mio paese natale. Ma come potevo lasciare mio figlio da solo in questo covo di crucchi ? Mio figlio, ancora un po' bambino, ma con la voglia di essere grande come loro, ha subito fatto capire a questi tifosi todeschi che tifava per l'Argentina.... Ma per fortuna in quel covo di "austro-ungarici" vigeva la Disziplin und Ordnung e così ne siamo usciti indenni.

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