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Clerico-fascisti

7 Luglio 2010 alle 11:00

Nella sua rubrica di ieri, Luigi Manconi esprime delle considerazioni sulla questione del ruolo pubblico del fatto religioso,che francamente appaiono,esse sì,viziate di un certo ideologismo e di categorie interpretative come quella del titolo,superate,o quantomeno generiche. Non credo affatto che G.Ferrara e il Foglio intendano la fede cattolica come occasione di "politicizzazione del fatto religioso". Non è questo il punto, poichè anche nell'agire politico,sia il cittadino cattolico sia il politico in senso stretto riportano la loro cultura,la loro fede,il loro vissuto,come potrebbero altrimenti?Ciò non significa confusione e negazione della distinzione dei ruoli fra stato e la Chiesa nella sua veste istituzionale. Che cosa dovrebbe fare,il politico cattolico,sul problema dell'aborto,astenersi dal prendere posizione,perchè così invaderebbe il campo della politica,del sociale? Su questo s'è già ampiamente dibattuto ed è strano che Manconi non se ne renda conto. Quanto al fatto che le azioni giudiziarie contro la Chiesa non si configurino come una persecuzione,può sembrare ovvio se intesa nel senso letterale e in riferimento a tragiche vicende della storia,ma non si può negare un certo accanimento,atteggiamento politico,giudiziario, mediatico preconcetto,che va al di là dall'accertamento di singole responsabilità, come se la Chiesa fosse un'associazione per delinquere o quasi.

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