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Teoremi fasulli

6 Luglio 2010 alle 10:31

"Il 3 luglio la visita dei periti, il 4 luglio la diagnosi, il 5 luglio il procuratore di Palermo Pietro Grasso, appena insediatosi al posto di Caselli, firma in fretta per gli arresti domiciliari e Mangano viene scarcerato e viene trasportato in barella a casa. Il 23 luglio muore. Nell’ultima lettera alla moglie e alle figlie aveva scritto: “Non si baratta la dignità con la libertà”. E ha voluto dire che, piuttosto che accusare ingiustamente Berlusconi e Dell’Utri, ha preferito restare in carcere e morire". © - FOGLIO QUOTIDIANO di Lino Jannuzzi Questo il calvario del mafioso Mangano, individuo cui questo Stato di diritto, democratico e antifascista, ha imposto per non aver voluto accusare Berlusconi e Dell’Utri di “correità esterna alla mafia “, e guadagnarsi così qualche indulgenza che gli avrebbe consentito il purgatorio anziché l’inferno scontato usque ad finem. Insomma, dobbiamo credere Mangano peggiore di quello che fosse – se lo era – perché così, il teorema costruito sui tiranti del trapezio giudiziario, avrebbe confermato i rapporti di correità fra il Berlusconi politico vincente e mafioso, e la sinistra delusa e sconfitta dell’Occhetto Achille, iroso e funesto. Dell’Utri stima Mangano un eroe, e lo conferma anche dopo aver subito una condanna a sette anni per “concorso esterno” alla mafia, incurante delle accuse che vituperano la sua dignità di uomo e di parlamentare. Non mi pare che la tracotanza con la quale si vuole dell’Utri mafioso, degno compare di Berlusconi, possa onorare l’intransigenza giudiziaria della nostra magistratura; purtroppo la giustizia è amministrata dagli uomini ed è possibile che le passioni inquinino la legittimità di certi teoremi. Il senatore Lino Jannuzzi ne sa molto più di me, io ragiono a lume di naso, Jannuzzi ragiona documentatissimo. La storia è sola quella documentata e documentabile, il resto è solo ribaldaggine.

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