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Estinzione dell'azzurro dall'estate

6 Luglio 2010 alle 13:30

A Pechino d'estate il cielo è raramente azzurro. Colpa dell'umidita' che si mischia alle polveri e all'inquinamento, e offusca l'atmosfera. Durante le Olimpiadi il governo sparava argento nelle nuvole di sera - e poi ha continuato a farlo senza abusare tutto l'anno - per far piovere e ripulire l'aria, che la mattina dopo offriva notevoli sprazzi di sole. Ma qui, con il crollo del Brasile in seconda maglia - azzurra come l'azzurro dei nostri e come i bleus di Francia - e dell'Argentina, una maledizione anti-azzurra sembra essersi impossessata dell'estate. E' rimasto solo l'Uruguay, la celeste, e il biancoceleste Muslera in porta, a difendere una tradizione. Anche le truppe coese dell'Amor Nostro azzurre come le 2 milioni di bandiere in campo azzurro che riempirono le strade di Roma a dicembre 2006, sembrano battere in ritirata e dividersi in tanti rivoletti, di fronte alle offensive di vario genere, serpeggianti d'estate: l'anno scorso erano le minorenni, quest'anno le intercettazioni, le caste destrorse e gli agguati interni. Insieme all'azzurro calcistico e a quello atmosferico estivo e', insomma, il senso comune che batte completamente in ritirata. L'unica cosa che consola e' che gli psicologi da sempre dicono che l'estate e' pazza, e che ci sono molti piu' pazzi in circolazione: si lavora meno, e tra le vacanze e il caldo, si perdono i punti di riferimento, e accade l'impensabile. Chissa' che in fondo non sia questo il motivo per il quale Filippo Rossi, sentendosi dire per una volta nella vita, "avevate ragione voi", ha pensato che questo valesse anche per gli altri quindici miloni di pidiellini.

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