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Giustizia e Cassazione.

2 Luglio 2010 alle 17:02

Nell'ambito della mia disperata considerazione della giustizia italiana, la mia stima avvilita della Cassazione, maturata in questi ultimi anni, ha trovato due travolgenti conferme sul "Corriere" del 1° luglio: - a pagina 42 brevi considerazioni di un intelligente giornalista, Paolo Di Stefano, sotto il titolo: "Cassazione, sentenza premoderna: molestare via email non è reato". Ho considerato che la Cassazione ci ha abituato a voli pindarici indipendenti dalla giustizia. - A pagina 43 un intervento del lettore Fabrizio Sponga sotto il titolo: "Multe ai disabili sulle strisce blu", richiamava quella del giorno prima della lettrice Valentina Trotta presentata dal titolo: "Parcheggio - Multa ai disabili". La Trotta lamentava che, purtroppo, le era stato applicato l'assurdo balzello in base ad una sentenza della Cassazione, sventolata alla sua incredulità, mentre lo Sponga (vigile urbano con figlia disabile) confermava, facendo presente che a Milano non se ne teneva conto. Sì, questa moribonda giustizia, che riprende eventi di 30 anni fa per rendersi visibile, che archivia procedimenti nei quali non riesce a trovare la verità, magari per il troppo garantismo, affidata a giudici che scioperano addirittura, la Cassazione prende una simile decisione. A parte l'ovvia considerazione che nella città della sig.ra Trotta ci si adegua passivamente a tale sentenza, mentre a Milano, nella città del vigile Sponga, non se ne tiene (giustamente) conto; a parte l'altra considerazione che un povero Cristo, oppresso da veri problemi, paga anche nella convinzione di subire una ingiustizia, perché non si affronta un'avventura lunare per superare la tanto devastante sentenza, ho considerato che alcuni anni fa si diceva: "E' Cassazione", per dire che era una decisione insormontabile (sopra tutto perché giusta).

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