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Scusate, anzi scusassero...

1 Luglio 2010 alle 18:04

Entro con difficoltà nella logica di certe sentenze. Non conosco pienamente i fatti, i luoghi, i personaggi, i testimoni e l'impianto accusatore a carico di Dell'Utri. In questo contesto diventa quasi secondario, in quanto non si vuole esprimere un giudizio sull'onorevole, ma la sentenza, con le dovute differenze, non vi ricorda quella emessa a carico del sen. Andreotti? mafioso fino a una certa data (quindi eventuale colpevolezza caduta in prescrizione) e redentosi successivamente, quindi mezzo colpevole, mezzo assolto? Insomma, visto il tema mafioso, un ominicchio, un quaquaraqua (che ancora rimane vivo? per dirla alla hollywoodiana). Uno che oggi è mafioso, domani no, dopodomani forse.Questa è pura ridicolaggine. Sentenze come questa mi sembra abbiano un solo scopo: parare il c..olpo ad una magistratura che fonda impianti accusatori sul nulla, sul sentito dire, sul sapevo che, mi hanno detto che (ovviamente chi pottrebbe confermare è già morto da un pezzo), ma che di prove non ne ha. Qui le intercettazioni non funzionano? Dell'Utri (o chicchessia) magari potrebbe essere anche colpevole (e quindi si condanni come giustizia esige), ma così, credetemi, ho difficoltà ad avere fiducia nel nostro sistema giuridico e nella relativa capacità di giudizio. Certo, essere giudici e magistrati i certi contesti sociali, culturali, economici, in Sicilia come in Calabria insomma, non è facile e costa sangue (non solo in senso figurato) e sudore, ma della mafia qui si fa una parodia alla Johnny Stecchino: "scusate si pò sapiri cu m*****a era che facia u tacchinu, ah?

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