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Sliding doors

28 Giugno 2010 alle 21:00

La breve avventura dei mondiali di calcio ci ha amareggiati, più che per la meritata sconfitta subìta, per le modalità con cui la stessa è maturata: cattivo gioco, scarsa tenuta atletica, mancanza di idee. Tuttavia, passata l’amarezza del momento, bisogna riflettere su un punto. Il gioco del calcio, a differenza di altri sport, è quello a più alto tasso di fortuna , nel senso che il peso giocato dalla sorte spesso è prevalente sui meriti intrinseci delle squadre. Insomma nel calcio non si vince ai punti, come nel pugilato .Immaginate , ad esempio, cosa sarebbe successo se quel tiro all’ultimo minuto della squadra italiana, uscito fuori d’un soffio, fosse entrato o se l’arbitro avesse convalidato il gol di Quagliarella al limite del fuorigioco. Tutto sarebbe cambiato, perché la squadra azzurra avrebbe avuto accesso agli ottavi con conseguenze al momento non prevedibili. Perciò, diffido dei tanti soloni che cercano di trasformare questo sport in una disciplina scientifica e che cinicamente oggi affermano di aver previsto ogni cosa.

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