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Brancher e Shalit

28 Giugno 2010 alle 20:30

Pur incommensurabili, i casi Brancher e Shalit hanno qualcosa in comune: due nazioni, o almeno i loro rappresentanti, si mobilitano per un solo cittadino, pagando un prezzo. Incommensurabili i cittadini (non) beneficiati (Shalit sicuramente se lo merita, Brancher chissà), incommensurabili i prezzi pagati e forse ancora da pagare (una guerra e Hamas ancora al potere per Shalit, una cerimonia al Quirinale, un po’ di spazio sulla Gazzetta Ufficiale e l’ennesima figura di merda per il governo, peraltro bilanciata dall’ennesima accelerazione verso il suicidio politico per l’opposizione, per Brancher), incommensurabile il dilemma morale (tragico per Shalit, ridicolo per Brancher). Se la comunità debba sacrificarsi a favore del singolo è questione delicata e decisiva nella definizione di un etica pubblica e i due casi, nei modi diversissimi summenzionati, dimostrano che la risposta non è univoca né scontata, ma ciò che dovrebbe essere semplice e pacifico è che è pura barbarie che una comunità si sacrifichi CONTRO il singolo, questione opposta e simmetrica risolta sul Calvario eppure, nell’epoca di Hamas e del popolo viola, attualissima.

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