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Non ci resta che tifare Argentina

26 Giugno 2010 alle 16:00

In qualsivoglia angolo del mondo conosciuto, quale che fosse la violazione umanitaria consumata, la ecatombe discriminatoria denunciata, l’emergenza democratica constatata, la macelleria sociale attuata, la persecuzione politico-sociale subita, la discriminazione omofobico-sessista rilevata.., prima di evocare l’aiuto della “comunità internazionale” appellandosi alla gioiosa macchina del progresso civile che è l’ONU ed al proverbiale e virtuoso sdegno censorio delle sue più alte istituzioni, per favore, ci si ricordi del 21 giugno 2010. Distratto forse dal mondiale di calcio, il mondo si è improvvisamente accorto che il Consiglio dei diritti Umani (HRC) ha proclamato, per acclamazione, l’ambasciatore di Cuba a Ginevra “quale miglior candidato per la carica di Vice Presidente in riconoscimento del lavoro svolto da parte di Cuba nel settore dei diritti umani”. L’unica buona notizia, in quell’angolino di mondo non più distratto dai mondiali che è l’Italia, è che la “sinistra dei diritti” è attualmente troppo impegnata tra Brancher, Lega, Tremonti e la Fiom di Pomigliano d’Arco per rilanciare i vecchi slogan della “revoluciòn”. E che, dopo la batosta slovacca, Gianni Minà è (speriamo) ancora troppo impegnato a seguire le imprese calcistiche del Pibe de Oro. Per cui non ci resta che tifare Argentina.

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