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Schumann vs Berlusconi

22 Giugno 2010 alle 14:30

Si può ascoltare la musica di Robert Schumann cercando semplicemente di coglierne ed amarne le pure e intrinseche bellezza e poesia ? Da persona un po’ elementare e rozza (e, non a caso, orientata politicamente a destra) io pensavo di sì. Ma il grandissimo pianista Maurizio Pollini mi ha fatto capire che in realtà le cose non stanno così. In un articolo sulla pagine culturali del Sole 24 Ore di Domenica, dedicato appunto alla musica di Schumann (“Schumann, genio sensuale”), il sommo interprete conclude il suo intervento con queste precise parole: “Non si può riflettere sulla sua musica senza parlare della situazione disastrosa che sta vivendo l’Italia. Dove sta passando la legge sulle intercettazioni e dove su altro fronte la cultura viene penalizzata tremendamente. Il futuro del nostro paese è un enorme punto interrogativo. Siamo alla contrapposizione tra chi vuole impadronirsi del potere assoluto e chi resiste”. Una chiave di lettura per avvicinarsi alla grande musica e capirla per me davvero illuminante, quella fornita da Pollini: ora so che, da persona evoluta e sensibile quale aspiro ad essere, non potrò gustarmi una sinfonia di Mozart senza poi riflettere anche sull’ignobile macelleria sociale fatta dalla manovra finanziaria, e che l’ascolto di un Notturno di Chopin dovrà giustamente farmi meditare anche sull’inaccettabile conflitto di interessi di Berlusconi e sul vergognoso attacco all’indipendenza della magistratura. E’ vero quel che dice Pollini: povera cultura italiana. E povere Bellezza e universalità della grande arte, aggiungo io. Povere, maltrattate e svilite, ma non per i tagli fatti dai governi berlusconiani...

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