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Sofri e le intercettazioni

19 Giugno 2010 alle 09:00

“Un’ingiustizia per riparare un'altra ingiustizia”, così si potrebbe definire l’intervento di Sofri. L’invasione nella vita privata è abominevole, non c’è dubbio e come ci ricorda è il metodo usato dai totalitarismi d’ogni risma. In linea di principio condivido le sue osservazioni, e neanche a me piace questa legge. Preferirei responsabilizzare il giudice titolare dell’indagine e licenziarlo senza appello se fascicoli secretati fossero pubblicati prima del tempo. Punto. Non voglio difendere il governo (che ho votato), però è incontrovertibile che la giustizia in Italia non esiste e che un giudice sarebbe sempre assolto dal CSM o da chi per lui. E’ una casta intoccabile molto più di quella politica con l’aggravante che sono impunibili. Dibattiamo di un tema importantissimo dimenticandoci che non abbiamo le fondamenta a posto. Intere regioni Italiane sono a democrazia limitata e alcuni paesi e città sono altro. La faziosità della politica ha assunto proporzioni inusitate e deleterie, impedendo qualsiasi dialogo fra le parti. Le tattiche dilatorie dopo due anni che si parla della questione hanno un sapore di vendetta o di calcolo politico, più che d’impegno civile. Viceversa la corruzione, non contrastata da leggi severissime, come doveva avvenire dopo i noti fatti, amplifica il disagio di chi la osteggia. L’evaporazione del paese, in atto da molto tempo, prima o poi arriverà al punto di non ritorno. Allora ci domanderemo come mai la Lega invocherà la secessione.

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