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Violazione obbligo di assistenza paterna.

18 Giugno 2010 alle 13:00

L'inserto "Milano" del "Corriere della Sera" del 17 giugno ha pubblicato l'articolo di Claudio Del Frate dal titolo: "BUSTO ARSIZIO - Il ragazzo aveva denunciato il genitore separato per violazione degli obblighi di legge: esposto archiviato - Basta soldi al figlio, il pm è d'accordo - Dopo la seconda bocciatura alt all'assegno mensile. Lo aiuterà a maturare". Finalmente una buona notizia in materia di giustizia. Finalmente un pm e un gip (probabilmente giovani) hanno preso una decisione che non contrasta con il comune sentire. Questo in penale, ma resta in piedi il civile, come spiega il giornalista nel suo articolo esaustivo, mandato avanti da un avvocato forse troppo concentrato nella cura degli interessi del suo cliente, e da una madre divorziata forse troppo presa da un suo qualche interesse, che afferma: "Vorrà dire che manderò mio figlio a casa del giudice per colazione, pranzo e cena e altrettanto farò per ogni spesa di mantenimento di mio figlio" (detto incidentalmente: maggiorenne). Io ho fatto qualche brutto pensiero sulla vicenda ed ho finito per chiedermi: se fosse giusta, dovrebbe estendere le sue pretese equamente al pm e al giudice, perché ambedue hanno contribuito a violare la legge (come evidentemente ritenuto da una povera madre disperata). Ma lasciasse fare al suo avvocato, che sa bene come attaccare provvedimenti ingiusti (meglio: ritenuti ingiusti) e lei non rischi di entrare nel penale. Certo: con i precedenti, altamente pubblicizzati a causa dello scontro col comune sentire, è un colpaccio per una divorziata, che probabilmente sperava di infliggere una bella lezione al "nemico" con una esemplare condanna penale.

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