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Il pel nell'uovo

17 Giugno 2010 alle 14:30

Beh, ci ha messo un po' la BP (dopo essere stata minacciata, tirata per i capelli, blandita, ridicolizzata, isolata, intimorita, pregata in ginocchio, diffidata e quant’altro) ad aprire il portafoglio. Però sembra che lo abbia aperto. Osanna. E lode anche ad Obama (sic) per aver salvato se non la capra almeno qualche cavolo, anche se come dice la pubblicità, “il disastro della marea nera non ha prezzo”. Ma se due anni di manovra Tremontiana e di sacrifici, per appena 24 miliardi di euro, ci hanno gettato come nazione quasi nel panico, questa benedetta BP - che tirandone fuori tutti insieme venti, di miliardi di dollari (ed ormai dollaro ed euro sono praticamente pari), è ancora una azienda viva e vegeta, mi fate capire quanto queste compagnie petrolifere sono “dannatamente e sfacciatamente ricche?”. Si, insomma, ma a quanto ammonteranno quei quattro soldini che guadagnano e dove vanno a finire? A chi? Agli azionisti? Allo stato britannico? Alla cricca? Domande retoriche, ovviamente, ma quando si parla di PIL, perché non accenniamo mai al PEL (Prodotto Esterno Lordo), che mi sembra invece un indice molto più affidabile del Pil per capire dove i denari stanno veramente al calduccio?

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