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Che mondo potrebbe mai essere senza Nutella?

17 Giugno 2010 alle 12:30

Quando un impero giunge a legiferare sui costumi gastronomici del suo popolo significa che il suo potere è ridotto a strisciare sul ventre. Così l'UE vara delle etichette nutrizionali come norme cui adeguare i palati del continente e al contempo non osteggia affatto l'epidemia di fast-foods quale prima causa di obesità dell'odierna generazione, il che significa che il suo unico scopo è annientare il gusto e non la crapula. L’antitesi fra piaceri e razionalismo politico, anche nella sua ultima e grigia veste eurocomunista, si conferma assoluta alla prova della storia: alla silenziosissima rivoluzione gastronomica post-bellica, che ha distrutto quasi ogni tradizione culinaria occidentale producendo una generazione di bulimiche, obesi e anoressiche, segue ora il puro e semplice Terrore nella forma burocratica dell’etichettatura. La Nutella rischia in tutto ciò di scomparire, lamentano dei saggi imprenditori, e che mondo sarebbe senza Nutella? Forse quel mondo ctonio progettato a Maastricht, non certo il Paradiso perduto dei nostri avi comuni. A questo punto preferisco Teheran, almeno là si è incarcerati per apostasia o adulterio e non per le dita nella marmellata.

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