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Un bel tacer non fu mai scritto

16 Giugno 2010 alle 15:00

Anche quest’estate si caratterizza per una miscela infernale di rumori che imperversano di giorno e di notte nelle nostre città. Non esiste requie per chi è raggiunto da immissioni rumorose intollerabili prodotte dalle piu’ svariate fonti. In particolare i rumori rivelano la speciale capacità dell’uomo di ignorare i diritti degli altri e di affermare il proprio primato non solo mediante l’ uso degli strumenti sonori ma anche alzando la voce nelle conversazione e nei dibattiti. Questa nuova barbarie mostra la frantumazione del vincolo sociale, l’ incapacità d’ascolto del nostro prossimo, una tragica forma d’ insopportabilità del silenzio. Sta emergendo una centralità della parola che elimina gli spazi della contemplazione e della meditazione. Il silenzio è un ornamento della parola, la nutre di significati e di sfumature. A teatro, nella musica e nella vita le pause di silenzio danno valore, forza e respiro alle parole e ai suoni.

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