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L'ira di Formigoni su Tremonti: la manovra spazza via il federalismo.

12 Giugno 2010 alle 13:00

Devo ammettere che quella faccia da “picuozzo” (laico di sacrestia), non mi è mai piaciuta, o per dir meglio, non m’ha mai convinto. Vi sono certi incidenti della vita che ti cadono addosso e non sai nemmeno da dove vengano, così mi pare per la Regione Lombardia che s’è trovata addosso il “picuozzo”, fervente e turibolante di Santa Romana Chiesa, e se lo trascina da 10 anni Presidente, con rassegnata devozione. Se la prende con Tremonti il nostro “picuozzo”… e non perché mi piaccia Tremonti che quanto a facce non è che stia assai meglio del formicone, ma se non altro, Tremonti, c’ha le sue ragioni, note e palesi a “Lippis et tonsoribus”: solo il malanimo può far da paravento alle necessità cui deve sopperire, Tremonti, con la sua spilorceria. Un Paese di cuccagna dove da decenni si pasteggia a champagne, improvvisamente si trova nella stretta del bisogno: ué! non è mica uno scherzo. Che lo dica, bestemmiando, il tassista in attesa di clienti che latitano, transeat, ma che lo dica il capo di casa cui è affidato il portafogli delle famiglie, è un tantinello paradossale. Non vorrà insinuare, il formicone, che Tremonti nasconda sotto al tappeto di Via 20 Settembre, sede del Ministero, i miliardi che dovrebbero spendersi per la Lombardia e le altre Regioni italiane. L’acqua è poca e la papera non galleggia, e Tremonti non è mica il responsabile del MOSE italico che impedisce le maree per le papere all’asciutto. Fa ridere l’atteggiamento di quest’uomo di potere che, di fronte alla stretta economica automatica imposta dalle cose, si ribella e se la prende con Tremonti povero “Quintino Sella” dell’Italia in bancarotta. Che facciamo? Cacciamo Tremonti o il Formicone? Io farei come Obama, saprei a chi prendere a calc i nel kulo.

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