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Ferrara e Ferrarella

12 Giugno 2010 alle 20:30

Come gli adolescenti, inebriati dal raggiungimento della maggiore età, spesso confondono il concetto di libertà con quello di irresponsabilità e pretendono licenza di far danni a spese dei genitori (uscire a cena e a ballare a spese dei genitori, andare in giro per il mondo a spese dei genitori, distruggere auto, case e arredi che i genitori ripareranno o sostituiranno, procurare gravidanze cui ragazze quasi sconosciute o, nel migliore dei casi, le loro delle stesse troveranno un rimedio), gli alfieri della stampa libertina italiana, associano al nobile concetto di libertà il loro immaturo capriccio di fare a spese di altri i propri comodi. E come quegli adolescenti, quando gli adulti rispolverano i vecchi, sani, severi mezzi di correzione e ricorrono al divieto più ferreo e assoluto, chiedono con atteggiamento meno spavaldo e più conciliante almeno di poter andare a piedi in pizzeria e poi al cinema vicino, costoro, messi in castigo dopo un ventennale abuso dell'impotenza delle loro vittime e di indigestione di sputtanamenti altrui, invocano il lodo, o emendamento, Ferrara. Non mi risulta che Ferrara sia mai stato un Ferrarella. Ma chi può escludere che Ferrarella, quando sarà grande, diventi un Ferrara?

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