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Riforme e politicanti, ma i problemi nazionali?

10 Giugno 2010 alle 11:30

Le province da eliminare sono un fatto storico incontrovertibile, tanto che nelle ultime campagne è stato indicato come una parte importante del programma. Ma incontrovertibile è anche la fame smisurata della "casta", che vuole ingrassare su tanti posti (e tanti soldi): e questa è la priorità assoluta. Sembrava che fossero giunti alle strette, tanto da averne annunciato l'attuazione. Ma, dall'annunzio alla realizzazione, la "casta" ha trovato ancora la forza di salvare il tesoro, facendo finta che sarebbero state eliminate le province con meno di 220 mila abitanti, cioè 10. Io, che sono un ottimista, ho abbozzato e mi sono dichiarato soddisfatto (per il momento): almeno si partiva! Tempo 2-3 giorni, è stata annunciata la marcia indietro. Ora scopro che si torna a parlarne, ma non si tratta di 10, bensì di 4 Province, perché si è portato il numero dei residente a meno di 200 mila. Naturalmente, a questo punto, la mia speranza che le Regioni siano ridotte a 3 (4 per esagerare), non resta neppure nel limbo delle possibilità future (almeno futurissime). Peggio, naturalmente, per l'eliminazione degli enti inutili e per il secondo e terzo (e più) incarichi (anche comunitari) e per la riduzione dei parlamentari ad un quarto, come di tutte le altre categorie di politicanti.

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