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Piccola Posta del 10 giugno

10 Giugno 2010 alle 20:00

Caro Sofri L’ONU permettendo ad Iran, Libia e altri paesi simili di presiedere la commissione dei diritti umani ha semplicemente rinunziato ad essere “guida morale” dell’umanità. Quindi le difficoltà, nel caso Libico sono sequenziali ai suoi atti. Alcuni stimano in un miliardo le persone che potrebbero emigrare e certamente quasi tutti potrebbero invocare il diritto d’asilo. E’ concretamente impossibile accoglierli tutti, soprattutto noi, che per cronici difetti di sistema, non diamo decentemente da vivere a chi già è presente nel nostro territorio. Resta il problema di masse sterminate non in grado di sopravvivere. Il tema non è banale. Due sono le tesi che si confrontano: la prima afferma che noi dobbiamo accogliere tutti senza indugi l’altra, rimanda ai sistemi politici che quelle culture hanno prodotto. Nel primo caso non sì da possibilità concreta se non al prezzo di disintegrare l’organizzazione sociale e l’idea stessa d’occidente (peraltro già molto blanda), senza considerare che l’economia non si sviluppa al ritmo del 10% annuo da nessuna parte; nel secondo ci si ferma di fronte all’impossibilità, oggettiva, in tempi brevi di risolvere il problema. La sintesi è sconsolante: non c’è via d’uscita. Aggiungo che L’ONU permettendo a paesi, a mio avviso incivili, di presiedere commissioni delicate, peggiora la situazione perché legittima al contempo i loro sistemi genericamente “fascisti” senza osteggiarli.

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