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Outing batte privacy 2-1

9 Giugno 2010 alle 13:00

Mi diverte tutto questo parlare e straparlare di privacy. Ma dove e quando mai c'è la privacy!? Telecamere piazzate dappertutto. Orecchi che origliano anche i sospiri. Ti serve qualcosa? Allora devi dichiarare che sei e che non sei. I segugi del fisco sanno meglio di te quanti peli hai nel naso (a meno che tu non faccia parte dei "meglio"). Il SSN (Servizio Segreto, ma non troppo, della Sanità) fa l'autopsia anche ai vivi. Le banche sanno meglio di te se hai dei centesimi di debito o di credito (anche qui, a meno che tu non faccia parte dei "meglio"). Assicurazioni che della tua salute e delle tue abitudini ne sanno più di te. Mogli, amanti, escort e trans che rivelano anche i peccatucci più intimi. Magistrati che ti fanno anche loro una bella autopsia legale (sempre a patto che tu non faccia parte dei "meglio"). Se tutto questo non bastasse, puoi sempre aggiungerci l'outing. E allora che senso ha tentare di frenare le intercettazioni in nome del diritto alla privacy? Questo diritto non c'è più (se c'è mai stato). Si vogliono frenare i giornalisti? Che senso ha tentare di "punire" i giornalisti? Se quanto scrivono è conforme alla realtà, qual'è il problema? Dov'è lo scandalo? Hai detto delle fregnacce? Allora, bravo bischero, tienti la coda tra le gambe e scantona. Hanno invece scritto delle cose non vere o falsate? Guarda che c'è ancora il reato di calunnia. Se invece ci si illude di mettere un freno ai p.m., ecco, questa è una pia illusione. L'unico risultato sarà quello di stimolare la loro fantasia (eh, se ne hanno!) per trovare vie traverse per perseguire il risultato finale: la pulizia etica.

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