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Martirii

8 Giugno 2010 alle 14:00

Dell'assassino di Mons.Padovese, dunque l'omicidio di quest'ultimo, che si scopre essere stata una decapitazione rituale in classico stile islamista, non sarebbe affatto l'opera di uno squilibrato. Io invece trovo che i due scenari si completino e si spieghino alla perfezione. Da una parte il martirio cristiano che, dal momento della croce e per tutta la storia, si identifica con l'agnello testimone della Verità, ed in quanto tale ontologicamente definito da un sacrificio di cui è la sola vittima. Dall'altra, la caricatura di questa immolazione impersonata dal martirio jihadista, falsa profezia di un pornografico aldilà di gloria agli occhi del Padre per aver sparso il sangue di chi non crede. La stessa, perversa, malata convinzione che, ad esempio, faceva ripetere di continuo ad Arafat di "voler morire martire", così ossessivamente da far pensare che arrivasse a masturbarsi all'idea di carne ed ossa maciullate. Il chiodo islamista del massacro è un cancro del cuore e un morbo della mente a cui non andrebbe riconosciuta alcuna attenuante.

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