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Delle stragi di mafia

8 Giugno 2010 alle 18:30

Ho appena letto, sulla Stampa, la lettera dell'elefantino e la replica della Spinelli, di cui riporto il passo che mi ha scioccato di più: "Giuliano Ferrara chiami pure tutto ciò mania del law and order. Per parte mia non ho nulla contro la legge e l’ordine. È la mania di chi vuol conoscere la verità. E non la fugge, solo perché a volte in un’inchiesta o in un processo mancano le prove conclusive necessarie a una condanna giudiziaria, ma ci sono tutti gli elementi sufficienti a una condanna politica". Ora, a parte il moralismo di chi caverebbe entrambi gli occhi agli altri senza badare alla trave che acceca i propri, trovo aberrante (ed incompatibile con una democrazia liberale) l'idea che si possa ugualmente condannare qualcuno senza avere i riscontri della sua colpevolezza: se si viene assolti per mancanza di prove, vuol dire che l'ipotesi accusatoria si è rivelata sbagliata e/o insussistente ed il rinviato a giudizio è, per tutti e sotto ogni punto di vista, INNOCENTE! Penso a quante vittime abbia causato questo giacobinismo forcaiolo penso ad Enzo Tortora e al male che gli hanno fatto, e mi commuovo e provo un misto di vergogna e pena per chi considera il sospetto l'anticamera della verità.

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