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Il mistero dell'euro (e l'Ungheria?)

7 Giugno 2010 alle 17:30

Pungemi vaghezza, là dove sia lecito farsi pungere, di saperne di più su questo mistero dell’euro che, dalla sera alla mattina, ci fu ammanito al modico prezzo di 1936,27 volte il valore della lira. Ci trovammo a dover fare i conti con i costi della vita assolutamente esorbitanti e dovemmo sorbirci un caffé da 1000 lire, il giorno prima del fatidico cambio, a un euro il giorno seguente. In poche parole, nell’arco di una notte, il caffé raddoppiò il suo costo e noi tutti, pecoroni, zitti e… mosca! Per spiegarlo meglio ai duri di comprendonio, un euro ci costa 1936,27, e se un caffé costa un euro, significa che c’è costato, in lire, 1936,27: chiaro? Altro ragionamento è per i possessori di BOT o CCT o altri Titoli del Debito Pubblico che da un milione nominale del titolo, si trovarono possessori di 500 euro circa. Insomma, a dirla con tutta franchezza, una fregatura! L’ammontare del nostro Debito Pubblico era di circa unmilione e trecentomilamiliardi di vecchie lire, tradotte nella nuova moneta, 671 miliardi di euro. Com’è che, in 10 anni, si è raggiunta l’astronomica cifra di 1.765 miliardi di euro? Se volessimo ritornare alla lira, dovremmo riscattare gli euro rimborsando a Bruxelles tremilioni quattrocentodiciassettemila miliardi di maledette lire? Insomma, un gioco delle tre tavolette? E c’era bisogno d’arrivare fino a Bruxelles per farci rifilare questo scartiloffio? Potevamo servirci di Forcella in presa diretta e la faccenda sarebbe restata in casa come i panni sporchi. Diciamo che avrei voluto fare dell’ironia, non mi riesce bene. Ma per la miseria, kazzo! Possibile che ‘sto Berlusconi si sia fatto abbindolare come un allocco?

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