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Il facile odio che non impegna mai consentirà una pace.

7 Giugno 2010 alle 15:05

Chi allo sforzo personale di custodire una coscienza, quale che sia, preferisce il facile ammiccamento al pensiero unico pensato dagli altri, non può che odiare e maledire quel popolo. E’ un odio facile perché oramai mediatico, quindi condiviso e non impegnativo: neppure va più spiegato. Non espone l’odiatore all’onere dell’argomentazione. Formulari di dichiarazioni e ritualistiche indignizioni sono già stati elaborati da altri, e per sempre. Così, dallo studente cui il disimpegno dai libri pare un buona opportunità per marciare e salvare il mondo, alla subrettina dall’incerto curriculum ed alla perenne ricerca di facili comparsate, alla star di Hollywood dalle rughe in permanente guerra col botox, tutti hanno qualcosa da dire su quel popolo. Loro, intanto, in un angolo del Medio Oriente, assediati, invisi a tutti, in permanente stato di allerta, con le maschere nei cassetti, naturale bersaglio di tutte le belle menti del mondo democratico e pacifista che “glissa” sulla compagnìa di squilibrati Capi di Stato negazionisti e non disdegna quella di miliziani e soldataglia varia, tanto folcloristica quanto molto ben armata… si difendono. Come possono. E come devono. Fino a quando?

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