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Dieci domande sulla marea nera

3 Giugno 2010 alle 17:00

Premesso che la BP ha tutte (ma proprio tutte) le responsabilità del caso (ambientali, civili, penali, morali e non solo), le domande che noi inesperti ma preoccupati osservatori del fenomeno dovremmo porci - escludendo quelle di natura risarcitoria o di disastristica ecologica - secondo me sono semplicemente queste dieci: 1) La BP sta tentando realmente di turare la falla o ciurla ancora puntando al risparmio come ha fatto sin ora? - 2) La BP, viste le iniziative fin qui fallite, è ancora obiettivamente in grado (cioè li possiede o no gli strumenti tecnici e concettuali) di intervenire ulteriormente? - 3) Quale potrebbe essere il momento giusto per mettere da parte la BP (e chi dovrebbe farlo?) e lasciare intervenire altri Enti? - 4) Cosa potrebbero fare realisticamente questi ipotetici altri Enti (ProtCiv/USA-Marines-CERN-ONU-CIA-Altro) che non è stato fin qui tentato? - 5) C'è ancora qualcuno, nella comunità tecnico scientifica mondiale, in grado di proporre altre soluzioni serie, praticabili, efficaci? - 6) Qualcuno che invece ha proposto tali soluzioni, per caso non è stato ascoltato, e perchè? - 7) L'assenza attuale di soluzioni (o il fallimento delle precedenti) è perciò questione di soldi o di idee? - 8) Obama, attaccato sia internamente che da fuori, ed accusato di non fare quello che potrebbe fare, cosa dovrebbe davvero fare? - 9) Tutti noi, nel nostro piccolo, cosa potremmo fare che invece non stiamo facendo? – 10) La marea nera si fermerà solo ad esaurimento del giacimento?

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