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E' Obama il responsabile

2 Giugno 2010 alle 10:40

Capiremo col tempo se i soldati israeliani hanno ecceduto nella difesa o se hanno reagito nell'unico modo possibile. Ora però c'è un'altra domanda che dovrebbe assillarci: perchè Israele è così nervosa? La risposta forse ha un solo nome: Barack Obama. Quello che per molti è il primo presidente post-americano degli Stati Uniti d'America, a differenza dei suoi predecessori, non è schierato a difesa del suo fedele alleato in Medio Oriente, dà l'impressione di voler apparire, e forse essere, equidistante tra la sicurezza di Israele e le aspirazioni dei palestinesi, convinto che questo sia il giusto modo per raggiungere qualche obiettivo. Si sbaglia. Ma intanto Israele subisce questo atteggiamento, si sente sempre più sola nel panorama geopolitico regionale e mondiale, osserva un Iran guidata da un folle che prepara comodamente la sua bomba atomica mentre Obama stabilisce ogni mese nuove date di scadenza; la Turchia, rifiutata dall'Unione Europea, si allontana da Israele per avvicinarsi pericolosamente all'Iran; Cina e Russia "giocano" con Obama mentre continuano coi loro affari d'oro in giro per il Medio Oriente. E il presidente Usa sembra osservare passivamente tutto quel che gli succede intorno, senza nessuna capacità di reazione, senza capire qual è il bandolo della matassa. Israele non può lasciar fare, non può permettere che le cose continuino così, ma senza la certezza di avere dalla sua parte l'alleato americano, reagisce rapidamente e come può, a volte sbagliando, altre facendo la cosa giusta. Tanto sa fin dall'inizio che per ogni sua mossa, sia essa sacrosanta o errata, finirà sempre sul banco degli imputati.

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