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Tagli e ritagli, ma senza progetto...

1 Giugno 2010 alle 15:00

La gente (ed io fra tanti) chiedeva continuamente l'eliminazione delle Province, tanto che cominciò a comparire tra le promesse elettorali dei politicanti. Mi sembra, anzi, che ad un certo punto sia stata brandita come arma terrificante per distruggere gli avversari (pardon: i nemici). Dopo il botto della Grecia (la paura fa 90) è stata presentata come un pezzo forte della maxi riforma che si voleva mettere a punto. Io mi stavo chiedendo se non era il caso di ridurre (non di eliminare) anche le Regioni: 3-4, 5 a volerci rovinare, e di ridurre a un quarto il numero dei parlamentari, ma anche di tutte le altre categorie di politicanti, quando ho appreso il contrordine: sarebbero state eliminate le Province con meno di 220 mila residenti. Accusato il colpo, ho cercato di consolarmi pensando che almeno si iniziava: non era neppure una pietra angolare, ma tant'è..., in questo mondo di mazzette, sgambetti e processi (giudiziari e mediatici). Non ho fatto in tempo a recuperare una qualche normalità, che ho (abbiamo tutti) appreso che il governo non taglia più le Province. Peggio della notizia che i parlamentari si riducevano gli stipendi di un 10-15%, cosa che fece dire a Bellocchio: "(...) finanziaria: "chiede sacrifici ai più indifesi e i parlamentari in cambio fanno il bel gesto di tagliarsi lo stipendio del 5%. Non hanno senso del ridicolo". Come dargli torto (anche dopo che quel numero s'è raddoppiato), però dissi: pazienza (non avendo pensato che i benefit sono addirittura superiori!). Basta così: siamo in una botte di ferro, perché tutti sanno come mettere a posto le cose: la maggioranza e l'opposizione (pardon: le opposizioni, quelle già costituite e quelle progettate e quelle che vogliono resuscitare). Ma quando le metteranno a posto, dove saremo?

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