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A proposito delle stragi e Ferrara

1 Giugno 2010 alle 19:30

Dice bene Ferrara, ma il polso, a differenza di Craxi, non è mai stato il forte di Berlusconi. Sulle fumose accuse mi pare di ricordare che la via delle "rivelazioni mafiose su Andreotti" erano già cominciate al tempo di Falcone, il quale aveva avviato un indagine sulle dichiarazioni del "pentito" e l'aveva incriminato per calunnia; al ché era partito l'attacco mediatico da parte di Don Leoluca Orlando-Cascio(Ferro?)con l'accusa a Falcone di nascondere nel cassetto le prove, attacco portato anche televisivamente in una delle trasmissioni di Santoro (ops!)che sfociaroni nel suicidio del maresciallo Lombardo, poi la stagione dei "corvi", poi un volo di Violante e Brusca nello stesso aereo per Palermo, seguito dagli attentati di Capaci e via D'Amelio e, infine, Caselli si può installare, finalmente, a Palermo e imbastire il noto processo contro Andreotti, che avrebbe dovuto dimostrare che la prima reubblica si reggeva sulla mafia mentre il PCI avrebbe ripulito tutto questo. Un'ultima notazione: come mai sotto l'illuminata guida dei governi di sinistra la lotta alla mafia era fatta di convegni&fiaccolate;, mentre con l'attuale (e quelli andreottiani) è condotta da banali arresti? Giustamente il Ferrara lamenta un silenzio da parte del governo, che farebbe pensare ad una reale acquiescenza nei confronti dei "poteri occulti", ma ricordiamoci che "l'eskimo in redazione" è ancora presente, anche in quelle dei telegiornali, e, in Italia, da sempre si privilegia una verità di parte a discapito della realtà dei fatti, quantomeno dal tempo dei Guelfi

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