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Le confessioni di un ottuagenario (ma non è Ippolito Nievo)

31 Maggio 2010 alle 15:00

Oggi non esito a dirlo, ebbi paura - racconta Ciampi, all’epoca presidente del Consiglio - che fossimo a un passo dal colpo di Stato. Lo pensai allora e, mi creda, lo penso ancora oggi». A proposito della notte del 27 luglio, l’ex capo dello Stato ricorda le «comunicazioni misteriosamente interrotte» con palazzo Chigi dopo l’esplosione al Velabro e afferma: «Resta un velo di mistero che è giunto il momento di squarciare, una volta per tutte». «Parlai con Scalfaro al Quirinale e gli dissi "ora dobbiamo reagire"». « Chist'è 'o paese d' 'o sole, chist'è 'o paese d' 'o mare, chist'è 'o paese addó tutt' 'e pparole, so' doce o so' amare, so' sempe parole d'ammore! » Non so se ridere o piangere. Ma è serio, dopo 18 anni, venirse a dire che il 27 luglio del 92 ci fu un mancato colpo di Stato? Forse alludeva a quello del 25 liglio 43, quello sì che fu un colpaccio. E' la memoria che patisce gli insulti del tempo.

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